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COMUNICATO STAMPA di Francesco Nappo Segr. Regionale P.R.C. e Portavoce della Federazione della Sinistra

La crisi del Partito Democratico campano rischia di bloccare il processo decisionale necessario a formare la più estesa Coalizione democratica contro la destra alle prossime regionali.
L’enfasi posta dal PD su primarie segnate da uno scontro di potere personalizzato, interpretato al peggio dal piglio populistico-decisionista dell’On. De Luca , ha prodotto effetti paralizzanti.
Il confronto programmatico tra le forze del Centro-Sinistra è stato rallentato , l’individuazione di una candidatura unificante concordata tra le formazioni che si oppongono alla destra di Cosentino, Berlusconi e Bossi è stata ostacolata.
Dopo infinite tergiversazioni e rinvii, il PD ha deciso oggi di annullare le tanto, da loro, invocate primarie, a causa delle divisioni e contrapposizioni interne.
Resta minacciosa sul campo la candidatura di De Luca che non e’ in grado di unire nè il Partito Democratico nè il Centro-Sinistra ,ma può produrre solo ulteriori lacerazioni.
La Federazione della Sinistra , unita ad IDV e SeL rinnova a tutte le forze democratiche l’appello piu’ urgente a definire unitariamente il programma ed il candidato del Centro-Sinistra alla presidenza della regione Campania.
La Federazione della Sinistra IDV e SeL ,del resto, hanno già annunciato l’intenzione di dar vita ad una Coalizione da loro stesse promossa , qualora il PD non superasse la candidatura di De Luca ,sbagliata e divisiva ,a favore di una personalita’ democratica , autorevole e prestigiosa in grado di guidare la Coalizione alla vittoria elettorale

Francesco Nappo
Segretario Regionale P.R.C. e portavoce della Federazione della Sinistra

Il nostro ricordo di Vincenzo Leone, nei commenti quello di compagni, movimenti e istituzioni

Napoli 4 gennaio 2010

Apprendo adesso che è morto Vincenzo Leone.

Un compagno, un poeta, uno scugnizzo del ‘43 come, talvolta, amava definirsi.

L’ho conosciuto al circolo “che guevara” dove lo si poteva trovare fino a pochi anni fa, tutte le volte che c’era una iniziativa; così come era presente, nonostante l’età avanzata ed i relativi acciacchi, a tutte le manifestazioni.

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Napoli 06.01.2010 Francesco Nappo Segretario Regionale PRC Campania

A poche settimane dalla presentazione delle liste elettorali per le prossime Regionali si registra uno stallo preoccupante sulle relazioni tra i partiti che potrebbero formare, sulla base di un’intesa programmatica chiara ed impegnativa, una Coalizione politico elettorale contro le forze della destra, per rimuovere nei metodi e nei contenuti il governo della Campania.

La “geometria variabile” delle alleanze dell’UDC, su cui tanto ha puntato il PD, ha assunto un grado di opacità e di doppiezza che rischia di logorare la stessa credibilità di un eventuale schieramento unitario del Centro e della Sinistra.

Il calcolo di convenienza e l’attendismo tattico non possono sostituire la scelta dei contenuti e delle alleanze.

Il PD, d’altra parte, anche in ragione delle sue divisioni interne, ha fatto diventare la questione delle “Primarie” una pregiudiziale ideologica verso le forze politiche della Sinistra e l’IDV che considerano, invece, l’accordo programmatico, non le primarie, il fattore qualificante di un’eventuale Coalizione democratica senza l’UDC.

Non si può più, senza danno ed equivoco, protrarre l’attesa di una decisione dell’UDC.

E’ necessario accelerare il confronto programmatico tra PD, IDV e Federazione della Sinistra per costruire un corrispondente schieramento democratico, indipendentemente dal destino delle “Primarie” che, del resto, sono state decise e fissate dal solo PD.

Serve una rapida e serrata verifica della possibilità di realizzare un’intesa politico-programmatica e quindi una Coalizione democratica, auspicabilmente comprensiva del PD, in grado di avviare il necessario rinnovamento della vita civile ed istituzionale della Campania.

Se questo obiettivo non risultasse conseguibile, i comunisti e la Federazione della Sinistra sarebbero pronti ad affrontare la battaglia politica ed elettorale con le loro forze ed il loro programma.

“I cinque consiglieri comunali comunisti della Federazione della Sinistra CAROTENUTO, FELLICO, FRATTASI, FUCITO, SANNINO, esprimono solidarietà all’assessore Realfonzo per gli argomenti e le motivazioni che lo hanno indotto alle dimissioni dall’importante incarico di assessore al bilancio ricoperto nell’ultimo anno” questa la dichiarazione dei cinque consiglieri comunali che aggiungono: “Abbiamo lealmente sostenuto, pur con il dissenso in aula del PdCI, il progetto dell’assessore REALFONZO.

Riteniamo che egli abbia intrapreso nelle difficoltà l’efficientamento delle aziende pubbliche e la difesa delle casse comunali, conseguendo lusinghieri risultati.

Riconosciamo in tali snodi (acqua pubblica, proprietà pubblica delle aziende, socialità delle tariffe, raccolta differenziata e non termovalorizzazione) i motivi delle nostre battaglie politiche presenti e future; guai se prevalesse la nostalgia per soluzioni clientelari nella gestione della cosa pubblica o l’ideologia del privato per favorire gli amici degli amici.

Il nostro sostegno verso l’assessore è per sconfiggere le destre o contrastare le spinte regressive per la città,essendo sempre responsabili della nostra azione politica ma del tutto estranei a pratiche discutibili o alla smania di accreditamento verso i poteri forti della città”.

Pubblichiamo la lettera scritta da Pino De Stasio, Francesco Fabozzi e lvo Poggiani, che condividiamo interamente, già pubblicta da Il Mattino e La Repubblica sulla assurda equiparazione tra le occupazioni dei fascisti di Casapound e gli antifascisti dei centri sociali.

CONCORDIAMO  pienamente con le recenti riflessioni di D’Agostino  e Amoretti,  presidente dell’lstituto campano di storia della Resistenza  e presidente dell’Anpi, quando ribadiscono I’improponibilità  storica  e politica della equiparazione tra i centri  sociali e CasaPound.

È invalicabile la frontiera tra le ragioni dei giovani dei centri sociali, promotori  di una cultura dell’integrazione e anzi dell’incontro  trapopoli  e culture,  motivi ispiratori  di ogni società realmente democratica, e le violenze con cui i frequentatori di CasaPound  demoliscono  un tessuto  di convivenza  civile.

Lo affermiamo senza ideologismi e con molto pragmatismo: ancora  in questi  giorni, come  riportato da “Repubblica”,  altri giovani  sono  stati aggrediti  dagli agit pro del moderno squadrismo, allo scopo di intimorire chiunque voglia  liberare  Materdei  dalle  loro tristi presenze.

A Napoli siamo,  e intendiamo rimanere,  cultori  della tolleranza che va sempre  praticata,  ricordandoci  però che íl razzismo, l’omofobia,  l’antisemitismo  non sono una delle tante opinioni  possibili,  ma specifici delitti condannati  dalla storia prima  che  dalla  legge.

Il colore viola

1. Fantasmi a Roma

Nessuno saprà mai che da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni c’era un mare di bandiere rosse. Verso le sei del pomeriggio lo spezzone comunista ha riempito via Merulana da cima a fondo e in lungo e in largo, e così piazza San Giovanni. (Lo spezzone di corteo nella foto, in un altro punto ancora, dà solo l’idea). Lo diciamo noi, ma visto che la nostra è una posizione <<di parte>>, come si usa dire di questi tempi, non vale.

Succede infatti che il giorno del No-B Day è il medesimo dell’assemblea costitutiva della Federazione della Sinistra tra Rifondazione Comunista, PdCI, Socialismo 2000 e l’associazione Lavoro e Solidarietà, tenuta nel mattino al Teatro Brancaccio a via Merulana, il corteo anti-B nel pomeriggio. I giornali forse non ne parleranno – stiamo scrivendo in tempo reale, prima di leggere cosa dicono – e le televisioni non c’erano. Qualcuno ci ha condannati alla censura, o gli uffici stampa dei partiti costituenti funzionano male, o tutt’e due le cose.

Ma sta di fatto che della dominante cromatica fatta di bandiere rosse non si parla, si vede solo in qualche foto. E fateci caso, spesso il campo inquadrato dagli obiettivi è solo quello di singoli personaggi all’interno del corteo, per vedere come hanno interpretato l’idea di vestirsi di viola.

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Switch off / fall out

A. Dalla campagna stampa alla propaganda ideologica

Non sentivamo per niente bisogno della polemica sui giovani che vogliono scappare all’estero, fomentata come al solito da Repubblica. Dietro c’è troppa retorica, e ci siamo stancati.

La retorica di chi chiede ai cosiddetti giovani di restare e unirsi per cambiare il paese.

Siccome noi saremmo per far unire non solo le presunte giovani menti brillanti che se ne vorrebbero andare ma lavoratori, studenti, donne, disoccupati e un po’ di ceto medio tutti inguaiati e non solo dalla crisi in atto, vorremmo far notare che buona parte dei signori di Repubblica, con tutto che rappresenta un pezzo di paese che si oppone alla destra e a Berlusconi, ha avuto un ruolo niente affatto secondario per far arrivare la sinistra alla disgregazione in cui si trova ora. Innanzitutto sul piano culturale.

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